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Diabete: sintomi, cause e conseguenze sulla salute

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da un'eccessiva quantità di glucosio nel sangue.

Diabete mellito: cos'è?

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da un'eccessiva quantità di zucchero (glucosio) nel sangue. Tale condizione è causata da un difetto di funzionalità o di produzione, da parte del pancreas, di insulina, un ormone che ha il compito di regolare il livello di glucosio nell’organismo. Attualmente si distinguono due diverse forme principali di diabete: Diabete di tipo 1 e Diabete di tipo 2.

Diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1, chiamato anche diabete giovanile per la sua predisposizione a svilupparsi durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, è una malattia autoimmune: il sistema immunitario, identificando le cellule del pancreas che producono insulina (cellule Beta) come estranee e dannose, è portato ad attaccarle e distruggerle.

Sintomi

I sintomi legati a questo tipo di diabete sono generalmente i seguenti:

  • poliuria (aumento del volume delle urine e la frequenza di minzione)
  • polidipsia (aumento della sete)
  • polifagia (aumento della fame) accompagnata da calo del peso
  • affaticamento e stanchezza
  • vista offuscata

Cause

Ad oggi, le cause che determinano l’insorgere del diabete di tipo 1 non sono ancora state identificate. Ci sono, però, alcuni fattori che giocano un ruolo importante nella sua comparsa:

  • Fattori genetici – si è potuta osservare una maggiore predisposizione alla malattia nei soggetti con genitori o parenti malati di diabete di tipo 1
  • Fattori ambientali – si ipotizza che alcune infezioni virali, anche comuni, possano scatenare la malattia in soggetti già predisposti geneticamente

Diffusione

Secondo il Ministero della Salute, in Italia i pazienti affetti da diabete di tipo 1 sono circa 300.000, un numero che è destinato ad aumentare. L’incidenza di tale malattia in tutto il mondo, infatti, è in continuo aumento.

Terapia

Per il diabete di tipo 1 attualmente non è ancora stata individuata una cura. Ci sono alcuni  accorgimenti che aiutano a tenere sotto controllo i livelli glicemici del sangue, come una dieta equilibrata e una frequente attività fisica. Nel contempo, però, è necessaria l’assunzione quotidiana di insulina, per sopperire alla mancata produzione di tale ormone da parte del pancreas.

1)    Terapia insulinica tradizionale

Il paziente si inietta l’insulina con una siringa o, molto più comunemente, con una penna per insulina. Tale terapia è effettuata utilizzando due tipi diversi d’insulina: ad azione lenta e rapida

  • L’assunzione dell’insulina ad azione lenta serve per coprire il fabbisogno derivante dalle normali attività dell’organismo, come la respirazione.
  • L’assunzione dell’insulina ad azione rapida avviene in corrispondenza dei pasti, e viene calibrata basandosi sui carboidrati assunti con la dieta, al valore di glicemia misurato e all’attività fisica svolta o che verrà svolta.

Questa terapia ha lo svantaggio di non mimare l’azione fisiologica del pancreas, in quanto la somministrazione dell’insulina avviene in pochi momenti della giornata e non costantemente nel tempo come in un soggetto non affetto da diabete.

2) Terapia con microinfusore per insulina

Il microinfusore per insulina è un dispositivo che imita il funzionamento del pancreas, fornendo all’organismo  24 ore su 24 l’apporto necessario di insulina. In questo modo, il microinfusore riesce a controllare in maniera ottimale i livelli di glicemia nel sangue, garantendo l’apporto supplementare di insulina durante l’assunzione di cibo o secondo le necessità dell’organismo del paziente.

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- chi può utilizzare un microinfusore

- come utilizzare il microinfusore durante l'attività fisica

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Diabete di tipo 2

Nel diabete di tipo 2, il pancreas riesce a produrre insulina ma o è insufficiente oppure non è utilizzata in modo ottimale dall’organismo. In entrambi i casi, questa condizione porta a un eccesso di glucosio nel sangue.

Sintomi

I sintomi legati al diabete di tipo 2 sono generalmente i seguenti:

  • poliuria (aumento del volume delle urine e la frequenza di minzione)
  • polidipsia (aumento della sete)
  • vista offuscata
  • stanchezza
  • ferite che si rimarginano più lentamente

Cause

Sono state individuati diversi fattori scatenanti:

  • obesità
  • dieta non equilibrata, ricca di zuccheri
  • sedentarietà
  • età avanzata (oltre i 40 anni)
  • fattori genetici

Diffusione

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, in Italia i pazienti affetti da diabete di tipo 2 sono il 5,5% della popolazione, ossia più di 3 milioni; a questo numero, già elevato, si aggiunge un altro milione di persone, a cui però non è mai stato diagnosticato.

Terapia

La terapia per il diabete di tipo 2 consiste, in genere, nell’adozione di una sana alimentazione e di un esercizio fisico costante. Se questi accorgimenti non sono sufficienti a controllare i valori glicemici, è necessario assumere dei farmaci orali, che riducono la glicemia in diversi modi: incrementando la sensibilità delle cellule all’insulina, aumentando la produzione dell’insulina, diminuendo l’assunzione del glucosio attraverso i pasti, stimolando ormoni con effetto opposto all’insulina o espellendo il glucosio agendo sul sistema renale.

Solo nel caso in cui anche con tali farmaci non si riesca a ottenere un adeguato controllo glicemico, viene somministrata l’insulina.

Il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che colpisce le donne durante il periodo della gravidanza. Durante la gestazione alcuni ormoni secreti dalla placenta contrastano l’azione dell’insulina: solitamente l’organismo della donna reagisce producendo insulina in quantità maggiore. Se il pancreas, invece, non riesce a rispondere a quest’esigenza, la glicemia aumenta, causando questa particolare forma di diabete. Circa il 4% delle donne gravide è interessato da questa condizione, che però tende a scomparire alla fine della gravidanza.

Il diabete e le conseguenze sulla salute

Le conseguenze sulla salute derivanti dal diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2, sono numerose. L’alto livello di glucosio nel sangue, oltre a creare problematiche immediate al paziente, è la principale causa di complicanze a lungo termine che limitano la vita del paziente e aumentano i costi del sistema sanitario nazionale. Le patologie correlate al diabete colpiscono le seguenti parti del corpo:

  • Occhi. Il diabete è la principale causa di cecità nel mondo: i microvasi della retina vengono danneggiati in maniera irreversibile dagli alti livelli di glucosio nel sangue;
  • Reni. Il diabete è la seconda causa in Italia di insufficienza renale perché l’alto livello di zucchero danneggia i vasi dell’apparato renale;
  • Cuore e apparato cardiocircolatorio. I soggetti diabetici hanno una maggiore probabilità di sviluppare ipertensione e avere infarti: anche in questo caso i vasi sanguigni vengono danneggiati dall’eccesso di zuccheri.
  • Cervello. Le patologie più frequenti a livello cerebrale nei soggetti diabetici sono ictus ed epilessia legate al danneggiamento dei sistema circolatorio dell’encefalo.
  • Arti. Il diabete è la principale causa di amputazioni nel mondo, in quanto il sistema nervoso periferico viene danneggiato dal glucosio in eccesso, rendendo i soggetti meno sensibili al dolore e provocando ulcere e lesioni che a lungo andare possono necessitare di interventi radicali come l’amputazione. L’arto più colpito, in genere, è la gamba, in particolare il piede (da cui il nome piede diabetico).

Il diabete nel mondo

Quante persone diabetiche ci sono nel mondo?

Secondo le stime dell’International Diabetes Federation, nel 2017 circa 429 milioni di persone soffrivano di diabete. Questo numero aumenterà notevolmente: si stima che raggiungerà circa 629 milioni entro il 2045.

Chi soffre di diabete?

Secondo le statistiche, la maggior parte delle persone affette di diabete ha dai 40 ai 59 anni d’età.

Se guardiamo ai Paesi in cui il diabete è maggiormente diffuso, possiamo notare una notevole incidenza della patologia soprattutto in Asia e Medio Oriente.

Prospettive per il futuro

Il numero di persone affette da diabete di tipo 2 è in rapida crescita sia nei Paesi avanzati, sia in quelli che sono in via di sviluppo.

Questo è dovuto principalmente a un’alimentazione squilibrata e a uno stile di vita sedentario, che conducono a obesità - una delle principali cause del diabete di tipo 2.

Anche il numero di pazienti affetti da diabete di tipo 1 è in crescita: grazie allo sviluppo della terapia e delle conoscenze nell’ambito diabetologico, è possibile infatti garantire loro un’aspettativa di vita pari a quella di una persona sana.

Il diabete in Italia

Vi siete mai chieste quante persone soffrono di diabete in Italia?

La SIDSocietà Italiana di Diabetologia, ha recentemente pubblicato i dati dello studio ARNO: si tratta di un’analisi sull’evoluzione della patologia diabetica in Italia che incrocia dati provenienti da diverse fonti (farmaceutica territoriale, schede di dimissione ospedaliera e archivio delle esenzioni per patologia).

I Risultati

I dati mostrano un aumento considerevole del numero di pazienti in Italia negli ultimi 20 anni, che oggi raggiunge la quota di 4 milioni.

Questa evoluzione, legata principalmente all’aumento di casi di diabete di tipo 2, dipende da diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazione, che è il principale, e lo stile di vita.

Quest’ultimo, in particolare, non va sottovalutato: una corretta alimentazione e una costante attività fisica sono sicuramente due fattori chiave per ridurre il rischio di incorrere in questa patologia.

Si stima inoltre che ci sia circa un milione di italiani affetti da diabete a cui non è stato diagnosticato: la mancata diagnosi e cura della patologia già dalle prime fasi aumenta il rischio di complicanze a lungo termine.

I costi

Nello Studio ARNO, inoltre, è emerso che il costo annuo sostenuto dal Sistema Sanitario per le persone diabetiche rispetto ai soggetti non diabetici della stessa età è più del doppio (2900€ vs 1300€).

Tale costo è principalmente legato ai ricoveri in ospedale, alle visite specialistiche (di cui quelle diabetologiche sono una piccolissima parte) e ai farmaci diversi dagli anti-iperglicemici.
Da questi dati si può determinare che il costo principale del diabete è legato alle complicanze, tra cui le principali sono quelle cardiovascolari, renali, oculistiche e del sistema nervoso.

Per i dettagli dello studio è possibile consultare il sito della SID al seguente link: http://www.siditalia.it/news/1751-14-11-2017-osservatorio-arno-diabete-il-profilo-assistenziale-della-popolazione-con-diabete