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Nicturia e apnee notturne

04/08/2020 - 11:22 am -
nicturia

La nicturia

Dopo una certa età viene considerato normale soffrire di nicturia, disturbo che costringe ad alzarsi una o più volte di notte, per colpa della prostata ingrossata, nel caso degli uomini, oppure della vescica iperattiva, per le donne. Ma non è detto che siano queste le vere ragioni.
Alla base invece potrebbe esserci la sindrome delle apnee notturne, o OSAS. La sindrome si manifesta con brevi interruzioni del flusso d’aria a livello delle vie aeree superiori, cioè naso e bocca, che si ripetono più di cinque volte per ogni ora di sonno, e che sono seguiti da un breve risveglio, spesso non avvertito. 

Il legame tra nicturia e apnee

Viene da chiedersi, però, quale relazione ci sia tra due disturbi così diversi tra di loro. 
Durante il sonno l’organismo normalmente rilascia la vasopressina o ADH, un ormone antidiuretico che blocca il passaggio dei liquidi dai vasi sanguigni alla vescica.
La produzione notturna di questo ormone, però, può alterarsi per diverse cause: tra queste, ci sono per l’appunto le apnee. Da qui, la maggiore produzione di urina con lo stimolo che costringe a svegliarsi per andare in bagno.

I segnali


Attenzione, se tutte le notti bisogna alzarsi per urinare e se di giorno sono presenti disturbi quali stanchezza, vuoti di memoria, irritabilità e pericolosi colpi di sonno, la nicturia potrebbe essere legata alla sindrome delle apnee notturne. Per averne la conferma è meglio rivolgersi a un Centro di medicina del sonno per sottoporsi a una serie di esami. Il più importante è la polisonnografia che consiste nel monitorare il sonno per tutta una notte, con l’obiettivo di rilevare intensità e durata del rumore del russamento, presenza, numero e durata delle eventuali apnee, ossigenazione del sangue, dati cardiologici quali i picchi pressori e i battiti cardiaci.

Cosa fare


Il primo passo consiste nel correggere gli errori di stile di vita, quali un’alimentazione serale troppo abbondante, l’abitudine al fumo, il sovrappeso. Se non ci sono miglioramenti, oppure se già alla diagnosi la sindrome è caratterizzata da un numero elevato di apnee durante la notte, viene prescritta la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure). Si tratta di un apparecchio che eroga aria, mantiene aperte le vie aeree ed evita che le strutture anatomiche responsabili delle apnee abbiano lo stato di rilassamento che induce il disturbo. In questo modo, non si verificano più le apnee e la produzione notturna dell’ormone ADH riprende in maniera fisiologica, a tutto vantaggio di un sonno ristoratore.

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