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Disturbi del sonno: quali sono?

21/02/2020 - 02:29 pm - Apnee Notturne
Disturbi del sonno

Disturbi del sonno

Disturbi del sonno, in generale, e carenza di sonno ne alterano la qualità e la durata, che alla lunga si ripercuote sulla salute. Negli ultimi 45 anni si sono perse in media due ore di sonno al giorno. Colpa di una vita più disordinata, di ritmi frenetici, che si ripercuotono sulla qualità del sonno e ci rendono più nervosi, irritabili e meno attenti durante il giorno. La soluzione? Il primo passo è quello di rivolgersi al proprio medico di famiglia. L’importante è arrivare nel suo studio con le idee ben chiare sul tipo di disturbo: se ci si sveglia di notte, se si russa, se ci sono altri sintomi che impediscono di dormire. In base a tutte queste informazioni il medico è in grado di fare una diagnosi. Se però non ci sono miglioramenti nell’arco di una settimana, oppure se il medico vuole approfondire le cause dell’insonnia, chiede l’intervento di uno specialista del Centro del sonno. Ma quali sono i principali disturbi del sonno?

Insonia

L'insonnia un problema per almeno due italiani su tre che ne soffrono occasionalmente durante l'anno. Colpa del caldo nei mesi estivi, per esempio, oppure di una cena eccessiva o del troppo alcol, oppure dello stress causato da un periodo lavorativo intenso. Quando però viene superato il problema, si torna a dormire sonni tranquilli. Per molti invece l'insonnia è un vero e proprio disturbo: circa il 6% degli italiani trascorre abitualmente una parte della notte in bianco. A risentirne è anche il rendimento durante la giornata. Chi dorme male infatti ha un peggioramento sensibile delle capacità lavorative e intellettuali, difficoltà nei rapporti sociali e un maggior numero di incidenti. Le ragioni possono essere veramente tante: un eccesso di preoccupazioni, la fase iniziale della menopausa per le donne, alcuni farmaci, la presenza di un disturbo del sonno, per citarne solo alcune.

Russamento e Sindrome delle Apnee Ostruttive

Quando si dorme si verifica normalmente una riduzione del tono muscolare delle prime vie aeree e di conseguenza un aumento della resistenza al passaggio dell'aria inspirata. Se però questo rilassamento è eccessivo, a causa della presenza di fattori quali il sovrappeso, il vizio del fumo, oppure ci sono in più dei problemi anatomici, come un ingrossamento dei turbinati o dell'ugola, lo spazio tra la parete posteriore della lingua e la faringe si restringe e l'aria inspirata crea dei veri e propri vortici. Questo provoca una vibrazione dei tessuti molli del cavo orale, della gola e soprattutto del palato, che causano il tipico rumore del russare. E se questo disturbo non viene curato al più presto, con il tempo può degenerare in una vera e propria malattia, la cosiddetta sindrome delle apnee notturne.  Si tratta di episodi di arresto del flusso d'aria a livello delle vie aeree superiori, cioè naso e bocca. Le apnee si possono ripetere più di cinque volte per ogni ora di sonno, ognuna ha una durata di pochi secondi e quando cessa provoca un breve risveglio o un alleggerimento del sonno. Risultato: il sonno è frammentato e poco riposante, al mattino si ha la sensazione di non aver dormito bene anche se le ore di sonno in teoria sono le solite abituali e durante il giorno si è tormentati da una costante sonnolenza.  Alla lunga, inoltre, la sindrome delle apnee ostruttive diventa una minaccia per l'apparato cardiovascolare, perché aumenta il rischio di ipertensione e persino di ictus e di infarto. 

Bruxismo

È il termine medico usato per un disturbo decisamente rumoroso: il digrignamento dei denti. Con il bruxismo si esercita sui denti, sulle gengive e sull’apparato masticatorio in genere, una forza eccezionale che è tre volte maggiore di quella che avviene durante la normale masticazione. Le conseguenze: aumento della sensibilità e dell’usura dei denti, tensione e dolore alla mandibola, affaticamento dei muscoli facciali e dolori alla testa, al collo e alle orecchie. La causa principale in genere è di origine psicologica. Il disturbo è legato in particolare a fattori emotivi, a tensioni interiori molto intense perché generate da situazioni trattenute. In pratica, chi ne soffre trova in questo modo una soluzione per “scaricare” durante le ore notturne ciò che non riesce a esprimere durante il giorno. Alcune volte invece il bruxismo si scatena dopo aver trascorso molte ore, specialmente nel tardo pomeriggio e in serata, davanti a un videogioco cosiddetto veloce, cioè che richiede un’attenzione continua. Oppure in chi sceglie le ore notturne per “chattare” o comunque per lavorare al computer. Può essere infine anche il segnale di un problema alla dentizione. E in particolare di una mancanza, oppure di un eccesso, di contatto tra l’arcata dentaria superiore e quella inferiore.

Sindrome delle gambe senza riposo

È un disturbo del sonno che colpisce preferibilmente le donne. Può comparire ad ogni età, anche se i momenti in cui più facilmente si può manifestare sono la gravidanza e la menopausa. Può però essere secondaria ad altri disturbi come anemia, malattie renali o diabete. I sintomi iniziano appena ci si distende a letto. Compare un fastidio alle gambe che si allevia solamente quando si muovono e si sfregano tra di loro e che porta alla fine ad alzarsi e a camminare.  Ma ogni volta che ci si rimette a letto la sgradevole sensazione alle gambe ricomincia e impedisce di prendere sonno. Chi ne soffre, quando finalmente si addormenta, ha durante il sonno spesso dei movimenti a scatti delle gambe,a volte anche delle braccia, di cui non si accorge, il cosiddetto mioclono notturno. Queste contrazioni ripetitive dei muscoli provocano un alleggerimento del sonno o dei microrisvegli che aggravano ulteriormente l'insonnia.   

Sonnambulismo

Il sonnoambulismo si manifesta in genere nella prima parte della notte ed è un disturbo di cui soffrono in modo particolare i bambini, mentre è raro negli adulti. La causa non è ancora ben chiara. Di certo c'è una predisposizione genetica, tanto che nella stessa famiglia si ritrovano più componenti che hanno avuto lo stesso problema. Si sa inoltre che dipende da un’alterazione del meccanismo di controllo del sonno. In pratica, i due sistemi del sonno e della veglia non sono perfettamente coordinati. Di conseguenza, il passaggio dallo stato di sonno a quello di veglia non avviene gradualmente come succede normalmente, ma i due sistemi sono attivi insieme. Ed è per questo motivo che il sonnambulo è sveglio, ma paradossalmente continua anche a dormire.  Sia nell’adulto, sia nei bimbi, può essere legato a un periodo di forte stress e il disturbo tende a risolversi spontaneamente con il tempo. Per quanto riguarda i bambini in particolare, gli episodi notturni man mano si diradano fino a sparire del tutto durante l’adolescenza. Il sonnambulismo dura soltanto pochi minuti e, al contrario di quanto si crede normalmente, chi ne soffre non passeggia quasi mai per casa. Il più delle volte invece si siede sul letto, compie gesti automatici, come tirarsi su le coperte, oppure fa discorsi incomprensibili, per poi riaddormentarsi. Al mattino inoltre non c’è alcun ricordo di quanto è accaduto durante la notte. Durante la crisi non si deve svegliare il sonnambulo: si ritroverebbe in uno stato di confusione. È invece meglio aspettare che tutto torni alla normalità. Unica avvertenza, stare attenti che non si faccia male.

Disturbo comportamentale in sonno REM

È un disturbo che colpisce in media attorno ai 60 anni e predomina nel sesso maschile con un rapporto di 9 uomini rispetto a una donna. Secondo recenti ipotesi, questo disturbo nel 40% dei casi può anche essere il sintomo iniziale di alcune malattie neurodegenerative, come il Parkinson e l’Alzheimer. È dovuto a un’alterazione della perdita del tono muscolare, un meccanismo fisiologico comune a tutti e caratteristico della fase di sonno Rem, quella profonda. È merito di questo meccanismo se non si partecipa attivamente con il corpo ai sogni che si fanno per l’appunto durante il sonno Rem. In chi ha questa alterazione invece i muscoli non sono bloccati e possono mimare il contenuto dei sogni, che spesso contengono elementi di fuga o di lotta. Ecco allora che chi ne è colpito ha, senza esserne cosciente, dei disturbi motori, anche violenti, durante i quali si agita, lotta per difendersi, urla. Spesso nell'agitazione ci si fa male veramente e talvolta a fare le spese di questa aggressività è anche chi dorme accanto. 

Narcolessia

La narcolessia è una malattia rara, ma estremamente pericolosa. Inizia a dare segno di sé in genere prima dei 20 anni, con una tremenda sonnolenza diurna che porta a un bisogno incontrollabile di dormire: bastano al massimo venti minuti di sonno per far ritrovare le forze. Questi “colpi” di sonno si manifestano in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dall’attività che si sta eseguendo e non sono controllabili. 

Disturbi del sonno nei bambini

L’insonnia riguarda anche i piccoli: ha problemi di sonno il 20-30% dei bimbi nei primi due anni di vita e il 15% negli anni successivi. Le cause? Molte, sia fisiche sia psicologiche. Nel primo anno di vita del bimbo è legata nella metà dei casi alle coliche gassose, oppure a un problema di caldo oppure di freddo. Si può scatenare però anche a causa di vizi: quando è piccolo è normale che il bimbo si svegli quasi tutte le notti due, tre volte, anche se non ha più le poppate notturne, ma il più delle volte si riaddormenta da sé. Se però la mamma corre al primo vagito per vedere che cosa succede, lo prende in braccio e lo ninna, oppure gli dà del latte, si modifica la qualità del sonno che diventa scadente e si scatena una vera e propria forma di insonnia.  Tra i due e i cinque anni invece si possono avere crisi di russamento a causa di disturbi che incidono sulla respirazione come il raffreddore, l'allergia, la bronchite, oppure un ingrossamento delle tonsille o delle adenoidi. Il bimbo si addormenta la sera, ma si sveglia più volte durante la notte per "aggiustare" il respiro.  A partire dai sei anni infine si può scatenare una forma di insonnia simile a quella dei “grandi”. La ragioni? Preoccupazioni legate alla scuola, come i compiti, le verifiche, seguiti da un eccesso di impegni nelle ore pomeridiane.  Merita infine un discorso a parte il Pavor nocturnus. È un disturbo emotivo il più delle volte legato all’inizio degli impegni scolastici e al primo vero distacco dalla mamma. Per il modo in cui si manifesta, fa sempre molto preoccupare i genitori. Il bambino infatti dorme tranquillo, poi di colpo lancia un grido, si siede sul letto con un’espressione terrorizzata e spesso piange in modo inconsolabile. È anche molto sudato, ha il cuore che batte forte e respira in modo affannoso. Generalmente si manifesta durante le prime tre ore di sonno e dura pochi minuti.  Il bimbo non è cosciente, anche se apparentemente sembra sveglio, e la mattina al risveglio non si ricorda assolutamente di nulla. 

 

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