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Apnee notturne e invalidità

21/08/2020 - 09:46 am - Apnee Notturne
apnee notturne

Apnee notturne come condizione invalidante

In Italia oltre 10 milioni di persone soffrono di apnee notturne con diversi livelli di gravità. Si parla di semplice apnea notturna quando, durante il sonno notturno, il respiro si interrompe in maniera completa per un periodo di tempo che può andare da 10 secondi a circa 3 minuti. Se si ha una riduzione parziale del respiro si parla invece di ipopnea. Con la sigla RERA (Respiratory Effort Related Arousal) la medicina del sonno indica, infine, una limitazione della respirazione con un progressivo aumento dello sforzo respiratorio seguito da un improvviso sblocco. 

Che cosa dice la legge?

Il sistema sanitario italiano riconosce l’apnea notturna come condizione invalidante, non è però considerata handicap, per questo motivo chi soffre di questa malattia del sonno non può ricorrere alla Legge 104/92 (“Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”) ma ha comunque diritto ad alcune agevolazioni.
A chi è costretto all’utilizzo della CPAP a causa delle apnee notturne, infatti, viene solitamente riconosciuta un’invalidità intorno al 30% (il punteggio massimo di invalidità civile assegnato dalla commissione dell’ASL  è del 40%), percentuale sufficiente per avere diritto agli ausili previsti a carico dell’ASL. 

Come farsi riconoscere lo stato di invalidità

Affinché venga riconosciuto lo stato di invalidità è necessario innanzitutto sottoporsi a polisonnografia, l’esame di riferimento per la diagnosi dell’apnea notturna tramite monitoraggio del sonno; bisognerà poi rivolgersi al medico curante che, tramite procedura telematica, si occuperà della parte sanitaria della richiesta. Dopodiché ci si dovrà recare presso un CAF o un patronato con la documentazione necessaria e il certificato medico, sarà poi loro compito inoltrare la domanda all’INPS. Solitamente entro un paio di mesi l’interessato verrà contattato per una visita da parte di una Commissione Medica incaricata di valutare la percentuale di invalidità del richiedente.

Tags: Curiosità