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Apnee notturne, come si diagnosticano?

28/09/2020 - 05:03 pm - Apnee Notturne
apnee notturne

Quali test si possono fare per diagnosticare le apnee notturne?

Esistono diversi test che possono aiutare a diagnosticare disturbi come le apnee notturne, o sleep apnea, prima di effettuare una visita. I più comuni sono: il Questionario di Epworth e il Questionario di Berlino. Si tratta di due test approvati dalla comunità medico-scientifica e utilizzati in tutto il mondo per effettuare una iniziale autovalutazione in merito ai disturbi del sonno. 

Il questionario di Epworth (ESS – Epworth Sleepiness Scale) 

Questo test di autovalutazione è composto da 8 domande e fornisce un’idea del livello di sonnolenza diurna e la tendenza ad addormentarsi durante i comuni momenti della vita quotidiana. La sonnolenza diurna è uno dei sintomi chiave per diagnosticare le apnee nottune.Il Questionario di Epworth, introdotto nel 1991, è ormai uno standard mondiale per la valutazione della sonnolenza. Il test classifica la persona secondo tre livelli di rischio: alto, medio, basso. Clicca qui per scaricare il test!

Il questionario di Berlino 

Si tratta di un test di screening composto da 3 categorie utilizzato per identificare la presenza di situazioni di rischio legate a disturbi respiratori nel sonno, come le apnee notturne. Se due o più sezioni del questionario risultano positive significa che è presente una situazione di rischio.
 
La diagnosi della sindrome delle apnee notturne viene inoltre formulata sulla base di criteri sintomatici ed esami come il monitoraggio cardiorespiratorio completo. Questo tipo di esame permette di registrare cosa avviene durante il sonno, rilevando eventuali casi di apnea-ipopnea (rispettivamente, completa e parziale ostruzione delle vie aeree superiori) o altre malattie anche nei casi di più difficile interpretazione o gravità clinica. Clicca qui per effettuare il questionario!


Monitoraggio cardiorespiratorio (o poligrafia): che cos’è e come funziona?

Il monitoraggio cardiorespiratorio è un esame diagnostico strumentale non invasivo e indolore in grado di rilevare diverse attività durante il sonno del paziente, in particolare: 

  • russamento
  • ossigenazione del sangue
  • movimenti del corpo
  • microrisvegli
  • frequenza cardiaca
  • qualità del sonno

L’esame viene eseguito solitamente presso il domicilio del paziente (per casi delicati o più gravi che necessitano di strumenti più sofisticati invece viene svolto in ospedale) ed effettuato tramite uno strumento chiamato poligrafo, dotato di elettrodi e sensori che vengono collegati alla persona che deve effettuare l’esame. Il monitoraggio del sonno dura tutta la notte, i risultati dovranno poi essere esaminati da uno specialista.  

Si parla di sindrome delle apnee ostruttive del sonno quando sono soddisfatti i seguenti requisiti:

  • registrazione di almeno 5 apnee o ipopnee per ora di sonno, in presenza di altri sintomi come respiro affannoso, sonnolenza e stanchezza diurna, sensazione di soffocamento, risvegli frequenti ecc.;
  • numero di apnee o di ipopnee uguale o superiore a 15 eventi/ora di sonno, non in presenza di altri sintomi o comorbilità (cioè la coesistenza di più patologie diverse).

Clicca qui per saperne di più e richiedere un preventivo gratuito.

Tags: Conseguenze sulla salute