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Test del sonno


test del sonno

Test del sonno: quanti e quali per l'autodiagnosi di apnee notturne?

Esistono numerosi test del sonno che possono essere utili a una prima valutazione dei fattori di rischio correlati alla patologia delle apnee notturne.

Si stima che circa l’80% delle persone non sa di soffrire di apnee notturne, mettendo così a repentaglio la propria salute. Oggi è noto che si tratta di un importante fattore di rischio cardiovascolare e che a causa soprattutto dell’eccessiva sonnolenza diurna, espone al pericolo di incidenti.  Un disturbo del sonno, dunque, da non sottovalutare, ma da affrontare il prima possibile, perché con terapie ad hoc si possono ripristinare i corretti ritmi del sonno e tornare ad avere una buona qualità di vita. Per questo sono stati messi a punto dei semplici test di autovalutazione validati da Esperti, che permettono di farsi un’idea di massima sulla possibilità di soffrire di OSAS.

Ovviamente non rappresentano la diagnosi, ma lo “start” per rivolgersi al proprio medico oppure direttamente a un Centro specializzato in medicina del sonno. Gli autotest sono indicati a chi ha la percezione di non dormire più bene come al solito, e di soffrire sempre durante il giorno di disturbi quali mal di testa, soprattutto la mattina, sonnolenza eccessiva e scarsa attenzione.

ESS, Epworth Sleepness Scale*

È un test focalizzato sull’eccessiva sonnolenza diurna, valutata in diverse situazioni, come ad esempio: durante la lettura, mentre si conversa con un’altra persona, in automobile fermi per qualche minuto nel traffico. Comprende 8 domande e per ciascuna risposta si deve dare un punteggio da 0 a 3: più alta è la somma finale e maggiori sono le probabilità di soffrire di OSAS.

*Stanford University of California.

Questionario di Berlino**

Si articola in tre sezioni. La prima è focalizzata sulla roncopatia, ovvero il russamento, con domande che coinvolgono terze persone, per capire se qualcun altro ha mai evidenziato la presenza del disturbo e ha notato interruzioni della respirazione durante il sonno. La seconda sezione riguarda la qualità della vita durante il giorno e la presenza eventuale di stanchezza e svogliatezza. La terza ha un’unica domanda relativa alla pressione arteriosa, con la richiesta di calcolare il proprio indice di massa corporea (BMI): va da sé che a un risultato sopra 30kg/m2 possono corrispondere valori elevati di pressione. Anche qui, il rischio di OSAS aumenta col crescere del punteggio finale.

**Nikolaus C. Netzer, MD; Riccardo A. Stoohs, MD; Cordula M. Netzer; Kathryn Clark; and Kingman P. Strohl, MD.: Using the Berlin Questionnaire To Identify Patients at Risk for the Sleep Apnea Syndrome. ANNINTERN MED. 5 October 1999;131(7):485-491

**Gross JB, Bachenberg KL, Benumof JL, Caplan RA, Connis RT, Cote CJ, Nickinovich DG, Prachand V, Ward DS, Weaver EM, Ydens L, Yu S: Practice guidelines forthe perioperative management of patients with obstructive sleep apnea: A report by the American Societyof AnesthesiologistsTask Forceon Perioperative Management of PatientswithObstructive SleepApnea. ANESTHESIOLOGY 2006; 104:1081–93.

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