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La polisonnografia è un esame utile a diagnosticare i disturbi del sonno

Polisonnografia a domicilio

L’esame basilare di polisonnografia a domicilio comprende un monitoraggio cardio-respiratorio, ossia un esame indolore e senza controindicazioni o complicanze, che rileva:

  • il flusso respiratorio
  • il russamento
  • il battito cardiaco
  • i livelli di ossigeno nel sangue
  • la posizione assunta durante il sonno
  • i movimenti dell'addome e del torace

In aggiunta, la polisonnografia completa prende in considerazione anche l'attività del sistema nervoso centrale, la frequenza cardiaca, il movimento delle gambe e degli occhi.

L’esame polisonnografico completo viene svolto generalmente in una struttura ospedaliera o in un centro del sonno, mentre il monitoraggio cardio-respiratorio può essere  effettuato presso il domicilio del paziente.

Perché fare il monitoraggio cardio-respiratorio al domicilio?

Ci sono diversi vantaggi nello svolgere un monitoraggio cardio-respiratorio direttamente al domicilio. Innanzitutto, sarà possibile avere i risultati del test in pochi giorni, evitando le lunghe liste d’attesa delle strutture pubbliche o convenzionate.

In secondo luogo, grazie all’assistenza di un tecnico qualificato, l’esame potrà essere svolto comodamente nella propria abitazione, rispettando le abitudini del sonno del paziente.

Infine, il paziente non dovrà spostarsi per raggiungere la struttura di riferimento, né per svolgere l’esame né per ritirare il referto: sarà il tecnico ad occuparsi del montaggio/smontaggio del dispositivo e il referto medico sarà inviato via email.

Come viene eseguito il monitoraggio del sonno al domicilio

Il tecnico si reca al domicilio del paziente, monta il poligrafo (o mostra al paziente come montarlo) e lo programma.

Prima di andare a dormire, il paziente deve applicarlo, indossando due fasce per il rilevamento dei movimenti respiratori toraco-addominali (una fascia addominale e una fascia toracica), un saturimetro con un sensore al dito per individuare il livello di ossigeno nel sangue e le pulsazioni e una cannula nasale per monitorare il flusso respiratorio e il russamento.

La mattina successiva, il paziente è tenuto a compilare un “diario del sonno”, dove segnalare, oltre all’ora in cui è andato a dormire e l’ora di risveglio, eventi significativi occorsi durante la notte (se si è svegliato per andare al bagno, per bere o mangiare, etc.). Il tecnico quindi passa a ritirare il dispositivo, scarica i dati ottenuti e nell’arco di tre giorni il paziente riceve il referto dell’esame, elaborato da un medico specialista competente (neurologi o pneumologi).

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