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Diagnosticare per tempo la Sindrome delle Apnee del Sonno può aiutare a prevenire complicanze. Ma per una corretta diagnosi è necessario saperne riconoscere i sintomi.

Diagnosi delle apnee notturne

Come fare, quindi, per effettuare una corretta diagnosi delle apnee notturne? Percorriamo insieme le tappe da intraprendere per assicurare una corretta diagnosi della malattia.

Test di valutazione per le apnee notturne

Prima di tutto, potrebbe risultare molto utile interpellare il proprio partner, amici o famigliari, chiedendo loro se durante la notte ti sentono russare rumorosamente o se si accorgono di interruzioni nella tua attività respiratoria.

Inoltre, puoi metterti alla prova con questo veloce test: http://www.all-about-sleep-apnea.com/it/autovalutarsi/quiz-autovalutatevi . Ti ricordiamo che il risultato non sostituisce la diagnosi da parte di un medico competente. 

Se sospetti di essere affetto dalle apnee del sonno, devi contattare immediatamente il tuo medico.

Il ruolo del medico

Il tuo medico valuterà i sintomi e, se lo riterrà necessario, ti indirizzerà in uno dei centri dedicati allo studio dei disturbi respiratori del sonno, che possono essere presenti sia all’interno di strutture pubbliche sia private.

Lo Specialista del sonno

All’interno del centro, lo Specialista del sonno ti sottoporrà ad alcuni esami di approfondimento, anche fisici, come la misura del peso e della circonferenza del collo. Sulla base dei risultati, se mostrerai sintomi di apnee notturne, lo specialista ti prescriverà un monitoraggio cardio-respiratorio, che può essere effettuato anche al domicilio.

Sai cosa vuol dire?

I termini tecnici utilizzati dal medico specialista in fase di diagnosi non sempre sono comprensibili. Ti aiutiamo a decifrarli!

AHI  

Deriva dal termine inglese Apnea/Hypopnea Index e significa Indice di Apnea e Ipopnea. Include il numero di apnee ed ipopnee che si verificano, mediamente, per ogni ora di sonno e, dunque, misura il grado di severità della patologia

Il trattamento con C-PAP è indicato nei seguenti casi:

  • l’AHI è maggiore di 15, in un soggetto senza altre malattie;
  • l’AHI è compreso tra 5 e 15, in un paziente con patologie cardiache.
RDI deriva dall’inglese Respiratory Disturbance Index e significa Indice dei Disturbi Respiratori. Simile all’AHI, questo indice conta, oltre al numero di apnee e ipopnee, anche quello di altri eventi respiratoridi minor gravità, per ora di sonno. Questo indice è misurato da apparecchi diagnostici complessi.

Il trattamento con C-PAP è indicato nei seguenti casi:

  • il RDI è maggiore di 30 in un soggetto senza altre malattie;
  • il RDI è compreso tra 5 e 29, in un paziente con patologie cardiovascolari.
ODI Indice di Desaturazione Ossiemoglobinica: deriva dall’inglese Oxygen Desaturation Index. Indica la media del numero di desaturazioni (riduzione dell’ossigeno nel sangue) per ora di sonno.

 

 

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